Contemporaneateatro's Blog


Media
31 agosto 2010, 17:35
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CICLOPI CONTEMPORANEI
31 agosto 2010, 15:04
Filed under: CICLOPI CONTEMPORANEI

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RASSEGNA STAMPA
19 agosto 2010, 09:03
Filed under: RASSEGNA STAMPA

NOTIZIE E SEGNALAZIONI:





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Venerdì 27 agosto
12 agosto 2010, 09:04
Filed under: 27 AGOSTO, EROSANTEROS, KOMAKINO
  • Ore 18, 23 ASPRAKOUNELIA – (Treno Fantasma) EROSANTEROS ex chiesa di San Lorenzo, Segni
  • Ore 21 Long Playing – KomaKino – Palestra scuola media Cesare Battisti, Segni

ASPRAKOUNELIA (Treno Fantasma)

EROSANTEROS – Ravenna

h18, h23 – ex chiesa di San Lorenzo, Segni

Una ragazza… Forse è una bambola?

…trascina i suoi ospiti all’interno di una casetta nera… La sua stanza dei giochi?

Voci…in un buco nero…

Gli ospiti-vouyer assistono ai discorsi e ai racconti di due ragazzini, chiusi all’interno della

loro casa-rifugio, e all’irruzione improvvisa del seducente e malefico estraneo…

o forse stanno assistendo agli incubi di questi due fratelli?

o forse si ritrovano di fronte ai propri incubi?

o ancora, si tratta soltanto di una casa dei fantasmi?

e se invece tutto questo fosse l’incubo di qualcun altro?

…se il pubblico fosse stato catapultato all’interno della testa di qualcuno?

o magari è un teatro di marionette i cui fili sono sapientemente manovrati da un divertito burattinaio…

Buio… Apparizioni incubotiche, impalpabili, irreali… Presenze fantasmatiche…

Ricordi… Incubi materializzati… Il mostro delle peggiori notti dell’infanzia…

È una maschera? …E cosa ci nasconde?

liberamente tratto da “The Pitchfork Disney” di Philip Ridley/ideazione, scene, luci, musiche originali e regia del suono:Davide Sacco/occhio esterno e collage drammaturgico: Cliò Efthimia Agrapidis, Davide Sacco/voci: Alice Protto, Davide Sacco/presenze: Davide Sacco, Agata Tomsic, La bambina/progettazione scenografie: Nicola Fagnani (Atelier Operaovunque)/realizzazione scenografie: Atelier Operaovunque con Maria Erbacci, Nicola Fagnani Cliò Efthimia Agrapidis/introduzione al Kounelaki:/preziosa collaborazione costumi e make-up: Laura Dondoli/sartoria: Marta Benini, Simonetta Venturini/si ringraziano: Fanny & Alexander, Galleria Ninapì, Teatro delle Albe – Ravenna Teatro/anima e “discorsi su tutto”: Luigi de Angelis, Chiara Lagani, Ermanna Montanari/produzione: Davide Sacco.

erosanteros nasce dall’unione tra Davide Sacco e Agata Tomsic. Nell’estate 2009, Davide Sacco, già compositore con Teatro delle Albe e attore con Fanny Alexander, crea il primo embrione di asprakounelia (Treno Fantasma). Durante i mesi successivi, la crescita dello spettacolo è accompagnata da preziose collaborazioni che ne segneranno la realizzazione. Il primo incontro con Agata Tomsic, formatasi tra studi universitari di teatro ed esperienze laboratoriali, avviene in una città di cartone, grazie a un fortunato laboratorio di Motus, a Ravenna, nel Gennaio 2010. Dopo il debutto dello spettacolo, nel Maggio 2010 per Ravenna viso-in-aria, i due danno vita a Erosanteros.

http://www.erosanteros.org

PRENOTAZIONI: scrivi a contemporaneateatro@gmail.com o invia un sms 328.3019925

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Long Playing

KomaKino – Bologna

h21 – Palestra scuola media Don Cesare Ionta, Piazza Risorgimento 1, Segni

Nuovo  allestimento – prima nazionale
Delle luci al neon segnano un ring. Tre figure creano un’atmosfera musicale ambigua e penetrante, nell’intento di registrare un Long Playing esplorano i vuoti e i pieni del vinile in un ascolto preordinato. Un concerto che non è un concerto, dove si sprigionano le ossessioni vissute dal poeta russo Vladimir Majakovskij: parole/armi sanno esattamente quando far sentire il loro suono/scoppio.

idea di: Andrea Alessandro La Bozzetta/scrittura scenica: KomaKino/con: Andrea Alessandro La Bozzetta, Mauro Milone, Laura Pizzirani/musiche e suoni originali: Deram Myanmar/luci: Erika Murru/cura dei suoni: Elisabeth Armand KomaKino/Una produzione:/Coprodotto da: Angelo Mai – Roma, Festival perAspera – Bologna/Con il sostegno di: Sì – Teatrino Clandestino con il Comune di Bologna; OQ# OpenQuadra – Bologna; Delta-Bo Project – Bologna; Festival Rifrazioni – Nettuno; Associazione Culturale Ibis Onlus – Nettuno; Atelier Occupato Esc – Roma; Compagnia del Serraglio; Teatro Malatesta – Montefiore Conca

KomaKino nasce a Bologna nel 2008. KomaKino attraversa e sperimenta le diverse possibilità delle arti visive e performative. KomaKino non si affeziona alle forme e muta sempre struttura, componenti e contenuti. KomaKino è Andrea Alessandro La Bozzetta, Mauro Milone, Erika Murru, Laura Pizzirani. Tra i suoi collaboratori, per la cura dei suoni, Elisabeth Armand.

www.vimeo.com/komakinomovie

Long Playing – Short Version Promo (4′) from KomaKino on Vimeo.


PRENOTAZIONI: scrivi a contemporaneateatro@gmail.com o invia un sms 328.3019925

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Sabato 28 agosto
12 agosto 2010, 09:00
Filed under: 28 AGOSTO, ANTONIO REZZA E FLAVIA MASTRELLA, EROSANTEROS
  • Ore 18, 23 “ASPRAKOUNELIA” (Treno Fantasma) EROSANTEROSex chiesa di San Lorenzo, Segni
  • Ore 19.30 ” LONG PLAYING” KomaKino – Palestra Scuola Media Don Cesare Ionta, Segni
  • Ore 21 “IO”Antonio Rezza e Flavia Mastrella – Piazza Santa Maria , Segni

ASPRAKOUNELIA (Treno Fantasma) EROSANTEROS – Ravenna

h18, h23 ex chiesa di San Lorenzo, Segni

LONG PLAYING – KomaKino – Bologna

h 19.30 – Palestra Scuola Media Don Cesare Ionta, Segni

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IO

Antonio Rezza e Flavia Mastrella – Roma

h21 Piazza Santa Maria , Segni

con Antonio Rezza
quadri di scena Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Maria Pastore

Il radiologo esaurito fa le lastre sui cappotti dei pazienti mentre un essere impersonale oltraggia i luoghi della       provenienza ansimando su un campo fatto a calcio. Io cresce inumando e disumano, inventando lavatrici e strumenti di quieto vivere. Il radiologo spossato avvolge un neonato con l’affetto della madre, un individualista piega lenzora a tutto spiano fino ad unirsi ad esse per lasciare tracce di seme sul tessuto del lavoro. Tre persone vegliano il sonno a chi lo sta facendo mentre il piegatore di lenzora, appesantito dal suo stesso seme, scivola sotto l’acqua che si fa doccia e dolce zampillare. Io mangia la vita bevendo acqua rotta che è portavoce dell’amaro nascere, il piegatore di lenzora parte per la galassia rompendo l’idillio con il tessuto amato. Si gioca all’oca, parte il dado di sottecchio, Io si affida alla bellezza del profilo per passare sotto infissi angusti. Ogni tanto un torneo, un uomo che cimenta in imprese impossibili ma rese rare dalla sua enfasi, un ufo giallo scrutante esseri e parole, un visionario vede vulva nelle orecchie altrui. E Io, affacciato sul mondo terzo dove scopre che, tra piaghe e miseria, serpeggia l’appetito non supportato dalla tavola imbandita. Infine la catastrofe: Io si ridimensiona… Como poco innanto tra clamori e vanto così l’idea dell’inventura porta la mente a vita duratura.

SCENA E STRUTTURA

Anche questo allestimento scenico si avvale dei quadri di scena o teli intesi come arte. Le scene sono coinvolte completamente nell’azione drammaturgica, la struttura è di metallo sottile, sostiene i teli che, disposti in vari piani, risentono del movimento del corpo…Tutto barcolla. Il colore dei quadri si espande, il metallo si insinua nella stoffa, i cambiamenti di scena frequenti rinnovano in continuazione l’andatura cromatica. Il giallo, il rosso, il blu di vari tessuti e intensità rispondono in modo diverso alla luce che ne esalta inoltre le diversità della trama. I verdi in velo, i bianchi di seta, rete o traforati, compatti o trasparenti coprono il corpo rivelandone i contorni; i quadri mutanti hanno vita breve e vengono abbandonati in terra formando macchie colorate sparse in un mondo buio. La simmetria non esiste, le forme giocano in verticale, i personaggi siano essi solitari o raggruppati, risultano sempre simpatici e vittime di un’agglomerazione.

http://www.rezzamastrella.com



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Domenica 29 agosto
12 agosto 2010, 08:50
Filed under: 29 AGOSTO, MUTA IMAGO, TEATRO DELUXE
  • Ore 19 FACELESS project Teatro Deluxe ex chiesa di San Lorenzo, Segni
  • Ore 21 (a+b)3 Muta imago – piazza Santa Maria, Segni

FACELESS project

Teatro Deluxe – Roma/Ravenna

h19 ex chiesa di San Lorenzo, Segni

Il progetto Faceless nasce dall’esigenza di raccontare il corpo umano e l’enorme potenziale comunicativo che esso reca con sé; come recita il titolo, l’idea è di agire per sottrazione, palesando l’assenza del volto come base per un’indagine sul movimento.

Il viso, con il proprio bagaglio di espressioni e la capacità di attrarre, da solo, l’attenzione di chi osserva, viene dunque celato; rimane il corpo. Questa “interferenza” crea delle figure stranianti. Faceless si propone anche come una riflessione sulle diverse identità che il corpo assume in relazione all’ambiente naturale e culturale in cui agisce. Il centro del progetto è, in estrema sintesi, il conflitto generato dalla giustapposizione del corpo al viso, celato-sostituito di volta in volta da simulacri del nostro esistente: parrucche, maschere, vestiti…

Autori del progetto Faceless sono Claudio Oliva (1978) e Vera Michela Suprani (1980). L’uno si occupa della parte prettamente fotografica, l’altra è interprete e sovrintende la scelta dei costumi.

Teatro Deluxe è un progetto di ricerca artistica che si dedica alla creazione di spettacoli teatrali ed alla sperimentazione video/fotografica. Rinato nel 2008 da Vera Michela Suprani e Claudio Oliva, il binomio opera attualmente fra Roma e Ravenna.

http://www.teatrodeluxe.org

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(a+b)3

Muta imago – Roma

h21 – piazza Santa Maria, Segni

Progetto e regia Claudia Sorace | Drammaturgia/Suono Riccardo Fazi | Cubo Massimo Troncanetti | Vestiti Fiamma Benvignati | Registrazioni audio Federica Giuliano | Con Riccardo Fazi, Claudia Sorace | Produzione Muta Imago 07

Una coppia d’amanti, due figurine felici che si preparano per uscire: mettono il vestito bello, i capelli hanno la piega appena fatta, un giro di perle al collo, le scarpe lucide. Si muovono rapidi, la loro danza si ferma di fronte ad uno specchio, che ne incide i nomi sulle ombre sottili. Poi arriva la guerra. Plinio il Vecchio racconta che la pittura nacque quando una ragazza ricalcò il contorno dell’ombra del suo giovane innamorato sulla parete della sua stanza. Il ragazzo sarebbe partito la mattina successiva, allora lei, la notte, tenendo la lanterna vicino al viso di lui e vedendo proiettarsi un’ombra sul muro, disegnò i contorni della sua ombra. Forse questa storia non continua come la fa continuare Plinio il Vecchio, con il padre della ragazza che realizza un ritratto d’argilla a partire dal disegno della figlia (così, si racconta, nasce la scultura).Forse questa storia continua a partire dal gesto di lei, dal tentativo di trattenere qualcosa che sfugge, che non si può afferrare. Come quando cade un oggetto qualsiasi, e stiamo per afferrarlo, la mano lo sfiora di poco, ma non si riesce a prenderlo, cade. Orfeo sta risalendo un lungo sentiero, silenzioso, scosceso, buio. Euridice lo segue, perché lui ha incantato tutti laggiù, nel regno dei morti, ed è riuscito ad ottenere in dono la possibilità di riprendersi la sua sposa. I due camminano, lui più avanti, non deve guardarla fino al ritorno in superficie, questo è il patto, e lei lo segue a qualche passo di distanza. Orfeo si gira, lei cade indietro, tende le braccia, cerca di abbracciarlo, ma non afferra nulla se non l’inconsistente aria. Euridice torna ombra, corpo senza peso, forse il ricordo di ciò che era stata in terra. Questi due gesti nascono dalla stessa necessità, ma non c’è consolazione in nessuno dei due. L’immagine che rimane sul muro non dà pace quando manca il corpo che l’ha generata. L’ombra ha trasportato il viso di lui sulla parete, ma l’ombra è falsa, inganna e confonde. Euridice abbraccia l’aria, dimenando le braccia, che finiscono per richiudersi su lei stessa. Anche lei vuole trattenere, afferrare, fermare, ma il suo movimento non trova un corpo, continua ad annaspare le braccia nel vuoto senza arrivare a qualcosa che fermi il suo cercare. Questi gesti raccontano l’eterna ricerca di un’assenza e il tentativo di tracciare un confine che possa sancire una presenza. Claudia Sorace

Il gruppo Muta Imago nasce a Roma nel 2004 dall’incontro tra Riccardo Fazi, drammaturgo, Claudia Sorace, regista, Massimo Troncanetti, scenografo. Dal 2006 collabora con l’attore Glen Blackhall. Partendo dalla provocazione della materia il gruppo riflette sulla possibilità di approfondire e dilatare i varchi spaziali e di senso rintracciabili nella realtà. Per far affiorare storie e momenti che permettano di ricostruire un’ unitarietà perduta, quella che si può trovare ancora nell’essere umano.

http://www.mutaimago.com

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Mercoledì 1 settembre
12 agosto 2010, 08:40
Filed under: 1 SETTEMBRE, TEATRO STUDIO PRECARIO, ULDERICO PESCE

ATT.NE per motivi indipendenti dalla ns volontà lo spettacolo ” Asso di Monnezza ” di Ulderico Pesce è stato annullato.

Asso di Monnezza

Ulderico Pesce  – Basilicata

h19Colleferro

Coprodotto da Legambiente e dal Teatro dei Filodrammatici di Milano

Asso di Monnezza: i traffici illeciti di rifiuti in Italia, racconta i traffici illeciti dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali, che attanagliano l’Italia tanto da far dire che il vero asso nella manica è “quello di monnezza”, vale a dire che l’immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento soprattutto alla malavita. E’ la storia di Marietta e della sua famiglia. Marietta è nata nella periferia di Napoli, a Pianura. Il balcone della sua casa si affaccia su una discarica di “monnezza” dove da 40 anni sono state sversate tonnellate di rifiuti, tra i quali 1000 tonnellate di liquidi chimici pericolosissimi provenienti dall’Acna di Cencio. Nata in una famiglia poverissima il suo primo giocattolo l’ha trovato proprio in questa discarica: una bambolina spelacchiata che ancora conserva; ma la discarica e i suoi fumi tossici le ha portato via tutta la famiglia, i genitori e una sorella stroncati da tumori. Rimasta sola Marietta si sposa con Nicola e va ad abitare in una masseria agricola a Giugliano, alle porte di Napoli, dove presto arriverà un’altra discarica: dove arriva Marietta arrivano le discariche. Marietta è marchiata dalla “monnezza” pertanto la odia ma, dopo un viaggio fatto a casa della sorella Marisa, nel quartiere Colli Aniene di Roma, dove si fa la raccolta differenziata porta a porta, e dove i rifiuti vengono riciclati, cambia vita. Torna a Giugliano, che come sempre è sommersa dai rifiuti e cerca, invano, di convincere le autorità a praticare gli stessi metodi scoperti nel quartiere di Roma. Nulla potendo comincia a praticare la raccolta differenziata porta a porta in assoluta autonomia e grazie all’aiuto dei figli Antonio e Vincenzo. Se Marietta e i figli raccolgono l’immondizia il marito Nicola e l’altro figlio Cristian la “nascondono”, nel senso che sono due malavitosi che smaltiscono, in cambio di molti quattrini, rifiuti industriali pericolosissimi provenienti dal Nord che loro gettano nel mare, nei fiumi, in discariche o direttamente sulla terra agricola. Il conflitto tra Marietta e il marito Nicola diventa il conflitto tra due modi di concepire l’ambiente la legalità e la vita in genere.

http://www.uldericopesce.it

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ATT.NE per motivi indipendenti dalla ns volontà lo spettacolo ” Una notte in Italia” di Teatro Studio Precario è stato annullato.

Una notte in Italia

Teatro Studio Precario

h21 Piazza dell’ Assunzione, Gavignano

Una Notte in Italia si ispira alla rielaborazione di una frase del Signor G di Giorgio Gaber:

Mio padre mi ha portato qui e mi ha detto: “Guarda! Un giorno tutto questo sarà tuo!”

Ora ho portato qui mio figlio e gli ho detto: “Guarda….” Basta.

Mio padre mi ha portato qui e mi ha detto: “Guarda! Un giorno tutto questo sarà tuo!”
Ora ho portato qui mio figlio e gli ho detto: “Guarda….” Basta.

Una notte in Italia propone l’incontro tra un passato dimenticato e fiero e un presente disincantato e ingenuo. Due attori e un musicista raccontano sul palco il tentativo di un dialogo curioso e di uno scontro grottesco tra due momenti della storia italiana in cui è avvenuta la grande trasformazione: da terra di emigrazione a terra di immigrazione. Storie, storielle e drammi si accavallano tra canzoni e danze per non lasciare nulla di intentato, nella volontà di capirsi e di spiegarsi.


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